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mercoledì, 17 giugno 2009

Nice da Wikipedia è tanto semplice

L'uomo ha dovuto illudersi per dare un senso all'esistenza (si pensi anche a Freud), in quanto ha avuto paura della verità, non essendo stato capace di accettare l'idea che "la vita non ha alcun senso", che non c'è nessun "oltre" di essa e che va vissuta con desiderio e libero abbandono panico pieno di "fisicità". Se il mondo avesse un senso e se fosse costruito secondo criteri di razionalità, di giustizia e di bellezza, l'uomo non avrebbe bisogno di auto-illudersi per sopravvivere, costruendo metafisiche, religioni e morali. L'umanità occidentale, passata attraverso il cristianesimo, percepisce ora un senso di vuoto, trova che "Dio è morto", cioè che ogni costruzione metafisica vien meno davanti alla scoperta che il mondo è un caos irrazionale. Fino a che non sorgerà l'Oltreuomo, cioè un uomo in grado di sopportare l'idea che l'Universo non ha un senso assoluto, l'umanità continuerà a cercare dei valori assoluti che possano rimpiazzare il vecchio Dio; dei sostituti idolatrici quali, ad esempio, lo Stato, la scienza, ecc.
postato da digiacinto alle ore 11:28 | link | commenti
categorie: informazione e cultura
venerdì, 24 agosto 2007

Lettura

Ogni libro ne tira un altro chi segue una scaletta prestabilita è intellettualmente morto
postato da digiacinto alle ore 21:03 | link | commenti
categorie: informazione e cultura
domenica, 29 luglio 2007

Leggi quello che publicizzano ?

Privilegiare l'editoria e i librai indipendenti.



Oggi nei mezzi di informazione e soprattutto nelle librerie e nelle biblioteche prevalgono le novità dei grandi gruppi editoriali, con particolare spicco per la letteratura d'evasione e la saggistica politica di attualità.

Chi entra nelle librerie trova spesso sui banchi centrali, nelle vetrine e nelle posizioni più in evidenza sempre gli stessi libri, ripetuti mille volte in mille librerie diverse.

Funziona come i giornali o i telegiornali, così simili uno all'altro: il lettore è quasi costretto, obbligato a comprare ciò che gli viene messo davanti.

Agendo così abbandonando la libreria nelle mani dei grandi gruppi editoriali e distributivi il libraio indipendente si uccide con le sue mani, finanziando e aiutando chi agisce per eliminarlo.

Per impedire alle grandi catene e ai siti dei grandi gruppi editoriali di eliminarlo, il libraio indipendente deve differenziarsi nella scelta e nel servizio.

Se la catena di librerie offre uniformità e conformismo, con scaffali, studiati nelle scuole di marketing per ottimizzare le vendite, si possono proporre diversità e creatività.Invece di pochi grandi fornitori rivolgersi a tanti piccoli, tenere non solo letteratura d'evasione e saggistica intellettual-chic ma anche altri filoni che rispondono in maniera più efficace ed interessante ai bisogni ed alle richieste di chi frequenta o si rivolge alla libreria.

Scoprire e offrire insomma ciò che il cliente cerca e richiede invece di ciò che i grandi gruppi editoriali vogliono imporre, appiattendo gusti e stimoli di ricerca.

I lettori e i bibliotecari, consapevoli  dell'importanza di  aiutare concreatmente chi difende la libertà di pensiero e di impresa preferiranno rivolgersi a chi dimostra  passione ed entusiasmo arricchendo la vita e la cultura  del  territorio  in cui opera.

E chiederanno alle istituzioni publiche di intervenire a favore delle piccole imprese indipendenti e locali.
postato da digiacinto alle ore 10:16 | link | commenti
categorie: informazione e cultura