Privilegiare l'editoria e i librai indipendenti.
Oggi nei mezzi di informazione e soprattutto nelle librerie e nelle biblioteche prevalgono le novità dei grandi gruppi editoriali, con particolare spicco per la letteratura d'evasione e la saggistica politica di attualità.
Chi entra nelle librerie trova spesso sui banchi centrali, nelle vetrine e nelle posizioni più in evidenza sempre gli stessi libri, ripetuti mille volte in mille librerie diverse.
Funziona come i giornali o i telegiornali, così simili uno all'altro: il lettore è quasi costretto, obbligato a comprare ciò che gli viene messo davanti.
Agendo così abbandonando la libreria nelle mani dei grandi gruppi editoriali e distributivi il libraio indipendente si uccide con le sue mani, finanziando e aiutando chi agisce per eliminarlo.
Per impedire alle grandi catene e ai siti dei grandi gruppi editoriali di eliminarlo, il libraio indipendente deve differenziarsi nella scelta e nel servizio.
Se la catena di librerie offre uniformità e conformismo, con scaffali, studiati nelle scuole di marketing per ottimizzare le vendite, si possono proporre diversità e creatività.Invece di pochi grandi fornitori rivolgersi a tanti piccoli, tenere non solo letteratura d'evasione e saggistica intellettual-chic ma anche altri filoni che rispondono in maniera più efficace ed interessante ai bisogni ed alle richieste di chi frequenta o si rivolge alla libreria.
Scoprire e offrire insomma ciò che il cliente cerca e richiede invece di ciò che i grandi gruppi editoriali vogliono imporre, appiattendo gusti e stimoli di ricerca.
I lettori e i bibliotecari, consapevoli dell'importanza di aiutare concreatmente chi difende la libertà di pensiero e di impresa preferiranno rivolgersi a chi dimostra passione ed entusiasmo arricchendo la vita e la cultura del territorio in cui opera.
E chiederanno alle istituzioni publiche di intervenire a favore delle piccole imprese indipendenti e locali.